Bloodborne: i Grandi Esseri

I Grandi Esseri sono vere e proprie divinità cosmiche, sinonimo di Verità Assoluta, in quanto portatori del significato ultimo del Cosmo.

Indice

In questo articolo cercheremo di rispondere alla domanda: chi sono i Grandi Esseri?

Uno degli aspetti più interessanti e criptici dell’intera lore di Bloodborne. Cerchiamo di spiegare qual è la loro natura, quali sono i loro scopi e come interagiscono con il mondo degli esseri umani.

Chi sono i Grandi Esseri?

Sono vere e proprie divinità cosmiche, sinonimo di Verità Assoluta, in quanto portatori del significato ultimo del Cosmo. Essi sono potenti, ma al tempo stesso accessibili agli esseri umani. Se invocati, infatti, capita che rispondano alla richiesta di udienza degli uomini.

Non facciamoci ingannare, tuttavia, dal concetto di divinità cui siamo abituati a pensare, in termini teologici. Anche se spesso rispondono alle chiamate degli uomini, essi sono indifferenti al destino dell’umanità. La dimensione umana, infatti, è solamente uno dei tanti piani di esistenza che costellano il Cosmo. E che siano effettivamente Dei o creature aliene superiori non è importante. Quello che conta è che, all’interno del mondo di Bloodborne, essi esistono e influenzano gli eventi.

Se i Grandi Esseri sono indifferenti alle sorti del mondo, perché rispondono alle chiamate degli esseri umani? La risposta è semplice: per convenienza. Ogni Grande Essere, infatti, trae un vantaggio dal suo rapporto con gli uomini, a seconda della propria natura.

Una cosa la sappiamo per certo: Ptuhmeru, Byrgenwerth e Chiesa della Cura avevano l’obiettivo di capire e assimilare i poteri dei Grandi Esseri, per ascendere a una nuova fase evolutiva della razza umana.

I Grandi Esseri a Pthumeru

La prima testimonianza dei Grandi Esseri risale nei labirinti della civiltà pthumeriama. Si tratta di un’antichissima popolazione preumana che visse a stretto contatto con loro in un rapporto di cooperazione.

In questa fase della loro storia cosmica, i Grandi Esseri si trovavano nella forma terrena. Una condizione di vulnerabilità e che richiedeva protezione. Per questo motivo avevano bisogno dei guerrieri pthumeriani. Essi avevano il compito di proteggere queste creature nei piani più remoti del labirinto.

In cambio, gli Pthumeriani ricevevano conoscenze e qualità fisiche straordinarie. Il contatto diretto con i Grandi Esseri, portò questa civiltà a sviluppare potenti abilità arcane e nella piromanzia.

Il rapporto tra Grandi Esseri e pthumeriani si fondava anche su un altro importantissimo scambio. Ogni grande essere perde il proprio figlio e ne brama poi un sostituto, si legge nella descrizione del Terzo Cordone Ombelicale. Si capisce, quindi, che i Grandi Esseri, come tutte le creature, avevano l’esigenza di riprodursi. Per farlo, però, necessitavano di un grembo surrogato. Oedon, il più potente di tutti, scelse, per questo compito, la regina degli pthumeriani: Yharnam.

Il concepimento prevedeva la Comunione del Sangue, dopo la stipula di un vero e proprio contratto, sancito da un anello di fidanzamento, la cui descrizione recita:

Le creature inumane, conosciute come Grandi Esseri, hanno infuso in questo anello di fidanzamento uno speciale significato. Nell’era dei Grandi Esseri, il fidanzamento era un contratto di sangue, riservato a quelli destinati a generare una prole particolare.

La Comunione del Sangue fornì così agli pthumeriani grandi poteri. Ma portò con sé un terribile flagello. L’intera popolazione fu afflitta dalla piaga delle belve. Questa tremenda malattia, che trasformò tutti i suoi abitanti in bestie feroci, portò la civiltà di Pthumeru a un lento e inesorabile declino. Gli pthumeriani decisero di sigillare gli antichi labirinti, rimanendo a guardia dei Grandi Esseri.

Pthumeru Bloodborne
Un guardiano di Pthumeru

Byrgenwerth e la Chiesa della Cura

Furono i ricercatori dell’accademia di Byrgenwerth a trovare l’ingresso degli antichi labirinti. E dopo averli aperti, tramite solenni rituali, ne iniziarono l’esplorazione.

Mastro Willem e i suoi studenti videro con i loro occhi tutta la potenza dei Grandi Esseri e le qualità del Sangue Antico. Ma lo stesso Willem intuì che le belve che incontrarono durante l’esplorazione erano la conseguenza nefasta della Comunione del Sangue.

Per questo motivo, Willem orientò i suoi studi sull’ascensione in una direzione che non prevedeva necessariamente l’assunzione del sangue. Scelse di seguire la strada dell’intuizione (o insight): la forma più completa e assoluta di conoscenza del Cosmo. Decise quindi di bendarsi, con lo scopo di abbandonare ogni approccio conoscitivo empirico: il vero limite della conoscenza umana. L’obiettivo era elevare il suo intelletto e sviluppare gli occhi interiori. In sintesi, la verità straordinaria dei Grandi Esseri si sarebbe dovuta raggiungere tramite la conoscenza e non attraverso l’uso del Sangue Antico.

Anche questo cammino nascondeva le sue insidie. Willem, effettivamente, riuscì ad ascendere. Ma per lui e per coloro che lo seguirono ci furono delle conseguenze.  La mente umana non è per natura predisposta ad accogliere ciò che la Verità Assoluta può rivelare. E, se l’assunzione di Sangue Antico conduce l’uomo alla bestialità, un elevato insight porta alla follia.

Laurence, uno dei discepoli di Willem, non era d’accordo con il suo maestro. Per lui la strada per l’ascensione doveva passare dalla Comunione del Sangue. Fu così che decise di abbandonare l’accademia e fondare la Chiesa della Cura. Tale istituzione divenne presto la più importante nella città di Yharnam, fondando l’intera sua dottrina sul Sangue Curativo. Gli studi di Byrgenwerth vennero proibiti e l’accademia venne nascosta da una fitta foresta abbandonata.

Mastro Willem (Fonte: Bloodborne Official Artwork)
Mastro Willem (Fonte: Bloodborne Official Artwork)

Il Coro e lo studio dei Grandi Esseri

Le teorie di Willem sulla conoscenza e sugli occhi non vennero scartate del tutto. L’eredità intellettuale del rettore fu raccolta dal Coro: i membri di più alto rango della Chiesa della Cura.

Essi continuarono l’esplorazione degli antichi labirinti, fino a giungere nei i piani più profondi: la città di Isz. Qui trovarono Ebrietas, la Figlia del Cosmo: un Grande Essere che non era ancora asceso a piani di esistenza superiori. Ebrietas fu trasportata a Cathedral Ward e iniziò un proficuo rapporto di collaborazione con il Coro.

Entrambe la parti avevano un obiettivo in comune: l’ascensione. Da Ebrietas, i membri del Coro acquisirono sangue celeste e conoscenze arcane. Ebrietas, invece, sfruttò le ricerche del Coro sulla creazione artificiale di nuovi Grandi Esseri.

Il Sangue di Ebrietas, oltre a inondare le strade di Yharnam in forma di fluido medicinale miracoloso e a saziare la sete dei ministri della Chiesa della Cura, fu un elemento fondamentale per gli esperimenti del Coro: un particolare metodo di ricerca condotto sugli orfani di Yharnam, con l’obiettivo di creare Grandi Esseri in vitro e comunicare con il Cosmo.

Coro Bloodborne
Uniforme dei Membri del Coro (Fonte: Bloodborne Official Artwork)

Differenza tra Kin e Grandi Esseri

Abbiamo definito i Grandi Esseri come divinità celesti portatrici delle verità assolute del cosmo. All’interno di questa categoria, però, dobbiamo fare una doverosa distinzione.

Queste creature, infatti, possono differire per la loro natura e il loro grado di ascensione. Da un lato ci sono i Grandi Esseri puri. Si tratta di forme di vita eterne, che possono viaggiare tra i diversi piani di esistenza: quello terreno, i sogni e gli incubi. Si possono riconoscere perché il loro sangue è rosso. La loro natura è sconosciuta, ma sappiamo che raramente hanno una discendenza umana.

I Kin sono forme embrionali di Grandi Esseri. Il loro sangue ha un colore biancastro, simile a quello del plasma. Essi, quasi sempre, hanno una natura umana o discendono da un essere umano, vengono descritti come fratelli inumani dei Grandi Esseri o familiari del cosmo. Salvo eccezioni, i Kin sono ancorati al piano di esistenza terreno e difficilmente riescono a viaggiare tra le dimensioni.

Gli incubi e i sogni

All’interno del mondo di Bloodborne e della sua lore, incappiamo in piani esistenziali come sogni e incubi:

  • Sogno del Cacciatore.
  • Incubo di Mensis.
  • Incubo del Cacciatore.

Ma cosa sappiamo in merito a questi luoghi? Ognuno di questi è costruito dalla mente di un host, che in qualche modo entra in contatto con un Grande Essere. Le architetture distorte di questi ambienti attingono dal ricordo e dell’inconscio dell’host che li ha creati. Ad esempio, il Sogno del Cacciatore è una versione onirica e claustrofobica dell’Antica Officina dei Cacciatori, in quanto originato da Gehrman. L’Incubo del Cacciatore, invece, è una proiezione distrutta e decadente di Yharnam e i suoi borghi: una sorta di punizione inflitta da Lady Maria (host dell’Incubo) ai Cacciatori Ebbri di Sangue. L’Incubo di Mensis invece è abitato da creature spaventose, frutto della follia di Micolash (l’host) unita ai traumatici ricordi dell’esplorazione dei labirinti, in particolare della città di Loran: la prima a decadere flagellata dalla piaga.

Come nascono sogni e incubi? L’uomo chiede udienza a un Grande Essere, praticando un rituale per evocarlo. Se il Grande Essere sceglie di ascoltare le sue suppliche, si crea una dimensione attigua a quella terrena, plasmata dal Grande Essere stesso, ma alimentata dall’inconscio e dalle paure di chi l’ha evocato, che ne diventa l’host e, a suo modo, prigioniero.

Non dobbiamo farci ingannare dal loro nome. Sogni e incubi sono posti reali. In altri termini, non esistono solo nella mente di chi li crea, ma hanno un’influenza tangibile sul mondo intero.

Diverso è il discorso per altre dimensioni, come la Frontiera dell’Incubo e il Lago della Luna. Queste sono dimensioni liminari, create dai Grandi Esseri (Amygdala e Rom, in questo caso) in cui scelgono di albergare per portare a termine i lor obiettivi.

Incubo di Mensis Bloodborne
L’incubo (Fonte: Bloodborne Official Artwork)

Ebrietas la Figlia del Cosmo

È un Grande Essere minore (Kin), rinvenuta dagli esplorator del Coro a Isz, la città più profonda dei labirinti. È il frutto di un concepimento tra un Grande Essere e una donna pthumeriana. Ella è stata lasciata indietro dai suoi simili, non riuscendo a completare l’ascensione.

Ebrietas non era ostile agli uomini. Infatti, gli esploratori del Coro non ebbero difficoltà a trasportarla nelle segrete di Cathedral Ward, dove iniziò il loro rapporto di cooperazione. Dal corpo di Ebrietas i membri del Coro estraevano il Sangue Antico, necessario alla città di Yharnam e ai chierici della Chiesa della Cura. Il Grande Essere, inoltre, trasmetteva ai ricercatori del Coro conoscenze arcane e frammenti di verità sul Cosmo. Dal canto loro, i membri del Coro si impegnavano nel tentativo di creare nuovi Grandi Esseri artificiali, per comunicare con il Cosmo. In questo modo perseguivano l’obiettivo comune: l’ascensione.

Ebrietas Bloodborne
Ebrietas la Figlia del Cosmo (Fonte: Bloodborne Official Artwork)

Emissario Celeste

È un Kin. Si tratta del risultato degli esperimenti del Coro sugli orfani della città di Yharnam. Tramite gli esperimenti con il Sangue Antico di Ebrietas, infatti, gli studiosi d’élite della Chiesa della Cura riuscirono a creare in vitro dei veri e propri prototipi di Grande Essere, in grado di comunicare proprio con la Figlia del Cosmo, a Cathedral Ward.

Uno di loro, l’Emissario Celeste, riuscì a raggiungere lo stadio più avanzato e a mettere in contatto il Coro e il Cosmo.

Il cielo e il cosmo sono una cosa sola. Il Coro.

Emissario Celeste Bloodborne
Emissario Celeste (Fonte: Bloodborne Official Artwork)

Fallimenti Viventi

Ci vollero anni di studi del Coro per arrivare alla creazione dell’Emissario Celeste. Anni in cui le ricerche di Byrgenwerth non erano bandite e gli insegnamenti di Willem erano considerati illuminanti. Prima dello scisma, infatti, Laurence e il rettore collaboravano attivamente e la ricerca di un contatto con il Cosmo procedeva all’interno dell’Edificio Ricerche, prima del Coro e dove tutto ebbe inizio.

Qui, gli esperimenti venivano condotti sulla popolazione adulta, alla quale venivano iniettate massicce quantità di acqua e fluido cerebrale nel cranio: la strada per sviluppare gli occhi interiori. Ma le menti degli adulti si dimostrarono troppo corrotte dalla loro vita terrena. E solo una parte di loro riuscì effettivamente a trasformarsi in un Grande Essere. Tuttavia, si trattava di creature senza intelletto e non in grado di gestire correttamente una così grande quantità di conoscenza: i Fallimenti Viventi.

Fallimenti Viventi

Amygdala

Amygdala è un Grande Essere con l’aspetto di un gigantesco ragno deforme. Ha 10 arti e una grossa testa rocciosa e costellata da dei fori, all’interno dei quali è presente un occhio.

Nella lore di Bloodborne, Amygdala rappresenta la paura. È in grado di abitare mondi onirici e spaventosi, come la Frontiera dell’Incubo: la sua casa. Il suo obiettivo è diffondere la paura negli uomini e, per farlo, è anche in grado di viaggiare tra i piani esistenziali.

Non solo, Amygdala ha anche la capacità di catturare e trasportare gli esseri umani fuori e dentro gli incubi.

Amygdala Bloodborne
Amygdala (Fonte: Bloodborne Official Artwork)

Leggi la lore completa di Amygdala

Cervello di Mensis

L’enorme cervello recuperato da Mensis nell’incubo aveva degli occhi al suo interno. Essi però erano malvagi e lo stesso cervello era completamente marcio. Nonostante ciò, si trattava a tutti gli effetti di un grande essere, che ha lasciato una reliquia vivente: cosa molto preziosa.

È la descrizione della Corda Vivente, la reliquia che il Cervello di Mensis lascia dopo essere stato annientato, a dimostrazione della sua natura divina.

Esso è nato dalla fusione di tutti i cervelli della Scuola di Mensis, a seguito del rituale blasfemo di Micolash al Villaggio di Yhar’gul. L’obiettivo del rituale era chiedere udienza a Mergo: figlio surrogato di Oedon e la regina Yharnam.

Come spesso accade, i grandi esseri rispondono alle chiamate degli uomini. Ma ciò ha delle conseguenze. Le coscienze degli studiosi si fusero insieme nell’enorme cervello di occhi. Divennero, di fatto, un Grande Essere puro, ma furono destinati all’infinita prigionia all’interno dell’incubo.

Il suo unico scopo sarà sorvegliare Micolash e Mergo da eventuali invasori, tramite attacchi di follia.

Cervello di Mensis
Cervello di Mensis

Kos e l’Orfano

Kos è il primo Grande Essere a entrare in contatto con i ricercatori di Byrgenwerth, fuori dai Labirinti Pthumeriani. Essa viveva sulla spiaggia di un remoto villaggio di pescatori, in assoluta sintonia con la popolazione. Tra gli abitanti del villaggio, infatti, si era sviluppato una sorta di culto nei suoi confronti. Essi la consideravano una sorta di madre protettrice, essendo anche incinta. Apparentemente, la popolazione dei pescatori veniva ricambiata con prosperità e frammenti di conoscenza sulle Verità Straordinarie del Cosmo.

Tali notizie spinsero i ricercatori di Byrgenwerth a recarsi presso il villaggio. Ma non trovando tracce evidenti della verità straordinaria che stavano cercando, furono colti da una terribile frenesia omicida: si accanirono sul corpo di Kos e sugli abitanti del villaggio. Fu una vera e propria carneficina. Il Grande Essere venne ucciso e la popolazione sterminata. Sulla spiaggia del villaggio rimase solamente il cadavere di Kos, dal cui grembo si affacciava il suo Orfano. 

Orfano di Kos Bloodborne
L’Orfano di Kos

Rom il Ragno Ottuso

Prima di morire, tuttavia, Kos aveva trasmesso qualche traccia di conoscenza a una studentessa di Byrgenwerth, evidentemente l’unica considerata degna dal Grande Essere. Rom era una delle studentesse più brillanti dell’Accademia di Byrgenwerth e il suo alto insight la porterà presto a trasformarsi in un Kin: il Ragno Ottuso (o vacuo).

Rom andrà ad albergare in un piano di esistenza attiguo all’accademia: il Lago della Luna. Lì, in contatto con il suo mentore Willem, perseguirà il suo obiettivo: celare al mondo gli effetti nefasti del rituale di Mensis. Lo scopo è ritardare il più possibile la discesa della blood moon, manifestazione terrena di Oedon ed effetto indesiderato del rituale, che accelera il decorso della piaga delle belve in tutta la città di Yharnam.

Rom Bloodborne
Rom il Ragno Ottuso

Leggi la lore completa di Rom

Oedon l’Informe

È il Grande Essere più potente di tutti. A differenza degli altri, egli non ha forma e non è visibile neanche per coloro con un alto insight. Egli viene solo menzionato ed è percepibile solamente con suoni spettrali.

La sua assenza di forma è frutto della sua ascensione: Oedon è riuscito a raggiungere piani esistenziali che vanno oltre anche gli altri Grandi Esseri. Alberga, con tutta probabilità, in una dimensione che è al di là anche di Sogni e Incubi.

Tramite un contratto di Sangue con la Regina Yharnam, Oedon l’Informe ha generato Mergo e brama altri discendenti. Per questo motivo, tramite la Comunione del Sangue, cerca di concepire un figlio con le donne di origine pthumeriana della città di Yharnam: Arianna e Iosefka.

La sua unica manifestazione terrena è la Luna Rossa, richiamata sul mondo dal Rituale di Mensis a Yahr’gul. Questa fonderà la dimensione terrena con l’incubo, accelerando il processo di trasformazione in belve degli abitanti di Yharnam.

Una rappresentazione di Oedon in una Runa di Caryll

Mergo e la Balia

L’incubo di Mensis è abitato da creature grottesche e spaventose. Le Lanterne, con il corpo da donna e la testa costituita da un cervello gigante di occhi, cantano una melodia ripetitiva angosciante, probabilmente una ninna nanna. Ci sono dei piccoli soldati di piombo, goffi e maldestri. E poi: bestie oscure, ragni, giganti deformi e aberrazioni con il corpo da cane e la testa da corvo (e viceversa). Tutti sembrano proteggere qualcosa: l’Attico di Mergo.

Perché l’Incubo di Mensis è il regno di Mergo: il figlio del Grande Essere Oedon e la Regina Yharnam, che piange il figlio mai nato proprio nella terrazza dell’Attico. E ogni suo abitante è a sua disposizione per accudirlo.

Mergo, come suo padre, non ha forma e non è visibile all’occhio umano. A difenderlo, all’ultimo livello dell’Attico, c’è la sua Balia, anch’essa senza forma che grazie un artificio riesce ad animare le sue enormi lame, pronte a trafiggere chiunque disturbi il sogno di Mergo.

È il frutto di un’evocazione: quella della Scuola di Mensis, che con il rituale ha chiamato Mergo e generato l’Incubo. Il pianto dell’infante risuona in tutta Yharnam e la ninna nanna che suona durante la bossfight con la Balia è la stessa del carillon che tiene a bada gli istinti ferali di Gascoigne.

Balia di Mergo
Balia di Mergo

Presenza della Luna

È uno dei Grandi Esseri più importanti di tutta la lore di Bloodborne. È il grande demiurgo che plasma il Sogno del Cacciatore e manipola le notti di caccia: il Sanguesmunto. Non sappiamo molto, ma probabilmente il suo reale obiettivo è eliminare tutti gli altri Grandi Esseri e, per fare questo, usa i cacciatori che transitano dal Sogno. Essi sono convinti di prendere parte alla Notte della Caccia, ma le loro attività obbediscono a un piano più alto: cacciare i Grandi Esseri.

Anche la Presenza della Luna è stata evocata. A chiamarla furono Gehrman e Laurence, probabilmente per trovare una soluzione all’incontrollabile piaga delle belve che aveva colpito la città di Yharnam. Il risultato fu la creazione del Sogno e la prigionia di Gehrman, costretto ad alloggiarvi per l’eternità.

Presenza della Luna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.