Bloodborne: il riassunto della lore in italiano

Una guida alla lore di Bloodborne, dalle strade di Yharnam agli angoli più nascosti dell'Incubo. In italiano e, il più possibile, in ordine cronologico.

Indice

In Bloodborne, la lore è spesso celata e criptica. Non segue un andamento lineare e per comprendere tutte le sfumature è necessario andare a scavare nelle descrizioni degli oggetti e nei dialoghi con i diversi personaggi.

Dove inizia la lore di Bloodborne: Pthumeru e i labirinti del calice

Pthumeru è dove tutto ebbe inizio. Non possiamo comprendere la lore di Bloodborne senza partire da qui: l’antica civiltà pre-umana, governata dalla Regina Yharnam.

Una popolazione in grado di comprendere le verità dei Grandi Esseri, poiché visse a stretto contatto con loro, in un rapporto di simbiosi e cooperazione. La convivenza tra Grandi Esseri e pthumeriani portò questi ultimi a sviluppare capacità sovrannaturali come l’arcanismo e la piromanzia. Dal canto loro, i Grandi Esseri elessero la Regina Yharnam come madre dei loro figli. Ogni Grande Essere, infatti, bramava un figlio, ma aveva bisogno di un madre surrogata per potersi riprodurre.

Il concepimento poteva avvenire solo attraverso la Comunione del Sangue Antico: un siero miracoloso di natura divina. Ed è stata proprio la scoperta dei poteri del Sangue Antico a cambiare per sempre i destini del mondo. Tale fluido, di provenienza dei Grandi Esseri, era infatti in grado di guarire da ogni male e forniva agli uomini capacità sovrumane. Ma portava con sé un terribile effetto collaterale: con il tempo, trasformava gli umani in belve.

Fu a causa di questa maledizione che le civiltà pthumeriane decaddero, decidendo di sigillarsi all’interno di grandi labirinti, al fine di proteggere l’umanità dal dilagare del morbo e per proteggere il loro segreto.

Dovettero passare molti anni prima che i grandi labirinti venissero scoperti e profanati. L’unico modo per accedervi, infatti, era compiere un rituale, utilizzando Antichi Calici (preziosi manufatti di origine pthumeriana) e sacre reliquie (materiali organici o di natura arcana).

A pthumeru è dove inizia la lore di Bloodborne
Un vecchio guerriero pthumeriano

Byrgenwerth, Mastro Willem e la ricerca della Verità

Furono i ricercatori dell’accademia di Byrgenwerth a scoprire il meccanismo dei rituali dei Calici. E furono i primi ad accedere agli antichi labirinti dove sorgeva la civiltà di Pthumeru. L’accademia, fondata da Mastro Willem, iniziò l’esplorazione dei labirinti pthumeriani, scoprendo così i poteri miracolosi del Sangue Antico, attorno al quale gravita l’intera lore di Bloodborne.

Ma dalla decadenza della civiltà di Pthumeru, Willem apprese anche un altro grande insegnamento: temi il Sangue Antico. Il rettore, infatti, intuì subito i rischi che il fluido portava con sé, ma non smise di condurre i suoi studi sui Grandi Esseri e le Verità del Cosmo. Semplicemente, orientò il suo metodo di ricerca in un’altra direzione. Egli era convinto che l’essere umano potesse ascendere a piani di conoscenza superiori ed entrare in comunione con i Grandi Esseri, senza necessariamente passare dall’infusione del Sangue.

Ma in seno all’accademia c’era chi non era d’accordo. Tra questi: Laurence, uno degli studenti più brillanti. Per lui la via più rapida ed efficacie per l’ascensione era proprio l’utilizzo del fluido divino ed entrò in conflitto con il suo maestro.

L’accademia di Byrgenwerth si spaccò e lo scisma portò Lauence a fondare la Chiesa della Cura, nella vicinissima città di Yharnam.

Mastro Willem è un personaggio centrale per la lore di Bloodborne
Mastro Willem, rettore dell’Accademia di Byrgenwerth

La Chiesa della Cura

Laurence divenne dunque il primo vicario della neonata organizzazione, centrale per la vita di Yharnam e per l’intera lore di Bloodborne. E fondò l’intera sua dottrina sulla Comunione del Sangue, come mezzo per il contatto con i Grandi Esseri e l’ascensione verso gradi superiori dell’esistenza. Ma il sangue serviva anche per migliorare le qualità terrene degli esseri umani, così come tramandato dagli pthumeriani.

La Chiesa della Cura si dette subito un’organizzazione gerarchica. Ai vertici c’era il Coro, chierici di più alto rango, cui compito era la ricerca sui grandi esseri e le qualità del Sangue. Ai gradi inferiori, invece, c’erano i cacciatori vestiti di nero, che avevano il compito di mondare le città dalle bestie, divenute tali in seguito alle infusioni e i cacciatori vestiti di bianco, medici che studiavano gli effetti del Sangue sulla popolazione.

Il grande obiettivo della Chiesa della Cura era lo studio su larga scala degli effetti del Sangue Curativo. E le sue cavie erano gli inermi abitanti di Yharnam. Le conseguenze per i cittadini possiamo immaginarle. Ma anche i vertici della Chiesa furono vittime della loro stessa ambizione. Molti di loro vennero contagiati dal morbo, come il Chierico Belva, il Vicario Amelia e lo stesso Laurence.

L’Accademia di Byrgenwerth venne bandita e gli ingressi sigillati. Attorno ad essa crebbe una fitta foresta brulicante di parassiti, dove trovarono nascondiglio i folli e i reietti di Yharnam: i Boschi Proibiti.

Chiesa della Cura: l'istutuzione più importante nella lore di Bloodborne
La Cattedrale di Yharnam, sede della Chiesa della Cura

Yharnam Centrale

La Chiesa della Cura esercitava la sua giurisdizione nella città di Yharnam, dove instaurò il culto del Sangue Curativo (o Sangue Antico) e dove condusse i suoi esperimenti sulla popolazione. Tali esperimenti consistevano nelle infusioni di massa su residenti e stranieri e il conseguente studio degli effetti.

A causa delle pratiche d’infusione, infatti, la città divenne presto meta di pellegrinaggio per coloro che – da ogni parte del mondo – volessero sottoporsi a questa cura miracolosa in grado di guarire ogni male. Inoltre, i riti legati al Sangue Curativo permearono in fretta all’interno della cultura cittadina, tanto che ogni singolo aspetto della vita dei suoi abitanti era collegato al Sangue e alla Comunione.

Grazie all’enorme potere del Sangue, la Chiesa della Cura instaurò un vero e proprio controllo sociale e politico sulla città. I suoi chierici e i suoi ministri divennero, di fatto, i governanti di Yharnam.

Yharnam Centrale, l'area iniziale di Bloodborne
I vicoli di Yharnam Centrale (Fonte: Bloodborne Official Artwork)

I cacciatori e la caccia nella lore di Bloodborne

Le prime informazioni sulla lore di Bloodborne, gravitano intorno alla caccia.

I cacciatori erano dei guerrieri, cui compito era difendere le strade di Yharnam dalle bestie. Una delle loro caratteristiche principali era la resistenza alla bestialità (effetto collaterale dell’infusione di Sangue Antico). Le belve colpite dal morbo, infatti, non erano altro che cittadini trasformati in feroci animali, come conseguenza degli studi della Chiesa della Cura sfuggiti al controllo.

I cacciatori utilizzavano armi trasformabili da mischia, nella mano destra, e armi a distanza, in quella sinistra. Alcuni di loro, però, erano in grado di maneggiare la magia e i poteri arcani. Si trattava, in questo caso, di cacciatori con un alto insights (o conoscenza o intuizione), derivante dal contatto con i Grandi Esseri durante l’esplorazione degli antichi labirinti pthumeriani o, semplicemente, per via agli studi condotti sulle verità del Cosmo.

Per questo motivo, le loro abilità erano già state usate durante l’esplorazione dei labirinti, al fine di fronteggiare le numerose creature afflitte dalla piaga delle belve che colpì Pthumeru. È lecito, dunque, pensare che una forma embrionale dell’ordine dei cacciatori era già presente ai tempi floridi dell’Accademia di Byrgenwerth. E solo in seguito, quando l’epidemia si abbatté anche sulla città di Yharnam, i cacciatori diventarono il braccio armato della Chiesa della Cura, soprattutto durante la Notte della Caccia.

Un cacciatore durante la caccia
Un cacciatore armato durante la caccia

Che cos’è la notte della Caccia?

Non era raro che la piaga delle bestie prendesse il sopravvento per le strade di Yharnam. E quando ciò accadeva, la Chiesa della Cura bandiva la Notte della Caccia. Un evento truce e violento, durante il quale i Cacciatori avevano il compito di mondare le strade dalle belve.

Ai cittadini, che non erano stati colpiti dal morbo, invece, era consigliato barricarsi nelle loro abitazioni.

I vicoli di Yharnam si trasformavano in un campo di battaglia, tra le bestie e i loro cacciatori. Ma la piaga si diffondeva in modo incontrollabile, al punto da rendere le notti di caccia sempre più lunghe ed estenuanti.

Per questo motivo, in molti cittadini ebbri di sangue, si scatenava una violenta frenesia omicida, fino a spingerli a partecipare alla caccia, nella doppia veste di prede e cacciatori improvvisati.

La notte della caccia e i primi indizi sulla lore di Bloodborne
I cittadini di Yharnam colti dalla frenesia, partecipavano alla Notte della Caccia

Old Yharnam e il Sangue Cinereo

Prima di andare avanti con il racconto della lore di Bloodborne, è necessario fare un passo indietro.

La storia di Yharnam ha radici più remote, così come il suo rapporto con la piaga delle bestie (o qualcosa di simile). Anni prima, nella parte più antica della città, si diffuse uno strano morbo: il Sangue Cinereo di Old Yharnam.

Le cause, apparentemente sconosciute, vanno ricondotte ai primi esperimenti della Chiesa della Cura sugli abitanti. Pare, infatti, che sia stata proprio la Chiesa a farli ammalare di questa nuova e sconosciuta malattia, avvelenandoli di proposito. In questo modo, quando ogni cura si dimostrò inefficace, i medici della Chiesa ne approfittarono per intervenire con una massiccia somministrazione di Sangue Curativo.

Tale terapia, sebbene pose fine all’epidemia, trasformò l’intera popolazione in bestie feroci. È in questa circostanza che vennero impiegati, per la prima volta all’infuori dei labirinti pthumeriani, i Cacciatori. Ma la loro spedizione risultò inefficace e l’unica, tragica, soluzione fu bruciare l’intera area della città e sigillarne gli ingressi. Tuttavia, il rimedio non bastò a bloccare la piaga, che, da lì a poco, avrebbe invaso il resto della città di Yharnam.

Una Bestia assetata di sangue al rogo a Old Yharnam

Gehrman, l’Antica Officina dei Cacciatori e il Sogno del Cacciatore

Numerosi indizi sulla lore di Bloodborne, possiamo dedurli dalle descrizioni delle armi del gioco. Per fronteggiare la piaga delle bestie, i cacciatori avevano bisogno di armi adatte e di un addestramento adeguato. Per questo motivo Laurence decise di fondare l’Officina dei Cacciatori e vi mise a capo Gehrman, il primo cacciatore, anch’esso un ex studente di Byrgenwerth.

Gehrman era un abile guerriero e un egregio inventore. E oltre a dirigere il nuovo esercito della Chiesa della Cura, mise a punto una nuova tipologia di armi, in grado di trasformarsi a seconda delle esigenze dei cacciatori durante la battaglia.

Tuttavia, dopo il rogo di Old Yharnam, i vertici della Chiesa della Cura presero una decisione. L’antica officina di Gherman venne chiusa, a favore della creazione di una nuova palestra, più moderna e strutturata: l’Officina dei Cacciatori della Chiesa della Cura. Questa nuova istituzione si differenziava dall’altra per l’utilizzo di metodi e armi all’avanguardia e un reclutamento più massivo di milizie.

I nuovi cacciatori, inoltre, oltre ad essere abili nel combattimento, erano anche medici in grado di condurre esperimenti sugli inermi abitanti di Yharnam Centrale. A capo della nuova officina venne messo Ludwig, un chierico preparato e stimato dallo stesso Laurence.

Nel frattempo, la Chiesa della Cura programmò un nuovo futuro per Gehrman. Il Primo Cacciatore venne convinto da Laurence a chiedere udienza a un Grande Essere, affinché potesse donare l’immortalità ai nuovi cacciatori chiamati a mondare le strade della città. Il morbo era ormai diventato endemico e le notti di caccia erano sempre più sinonimo di caos. Alla Chiesa della Cura serviva dunque un hub dove i cacciatori potessero allenarsi e rigenerarsi, in un ciclo infinito fatto di caccia e ristoro, in un alternarsi continuo tra sogno e veglia.

Fu così che nacque il Sogno del Cacciatore: un piano di esistenza parallelo, identico all’Antica Officina. Il Sogno era il risultato dell’evocazione di un Grande Essere molto potente: la Presenza della Luna, che rispose alla chiamata del primo cacciatore.

Gehrman, ormai diventato vecchio e senza più stimoli, divenne l’host del Sogno. Ma quello che per i cacciatori era un luogo di ristoro, per lui divenne presto una prigione. Egli infatti venne condannato a un triste destino: addestrare cacciatori per l’eternità, per le notti della caccia a seguire.

L’unica sua compagnia? Un Automa con le sembianze di una giovane donna (probabilmente la sua allieva prediletta) pronta a servire i Cacciatori che sarebbero transitati dal Sogno. Lore e gameplay di Bloodborne, in questo contesto, si fondono alla perfezione.

L’Antica Officina dei Cacciatori (Fonte: Bloodborne Official Artwork)

Hemwick Charnel Lane: il cimitero di Yharnam

Ai margini di Yharnam Centrale, non molto distante dalla grande cattedrale, c’era Hemwick Charnel Lane. Un luogo periferico, lontano dagli sguardi curiosi dei cittadini e nel quale era collocato il cimitero della città. Un’area nascosta, ma non meno importante per comprendere la lore di Bloodborne.

È qui che la Chiesa della Cura perpetuava la più blasfema delle sue attività: la profanazione di tombe. L’obiettivo era estrarre dai cadaveri quanto più materiale organico possibile, da utilizzare come reliquie per i rituali dei calici. Le profanatrici, assoldate dalla Chiesa, erano delle megere senza scrupoli, rozze e aggressive.

A capo del quartiere, però, si impose una strega che intuì le potenzialità di queste reliquie (soprattutto dei bulbi oculari) nell’acquisizione di conoscenza (insight) e nel contatto con il Cosmo. Ben presto, infatti, la Strega di Hemwick e le sue megere iniziarono a condurre in autonomia i propri esperimenti, anche ai danni di malcapitati cacciatori che si trovavano a passare per quelle zone, i quali venivano rapiti e torturati.

La strega di Hemwick ricoperta di bulbi oculari

Bloodborne e la lore di Cainhurst, i Vilesangue e Martire Logarius

Poco lontano da Hemwick Charnel Lane si ergeva il castello di Cainhurst, possente e sfarzoso, abitato da una società con usi e costumi molto differenti da quelli di Yharnam. Lì regnava Annalise: una sovrana di sangue pthumeriano. Conoscere la sua lore ci aiuta a godere di una delle aree opzionali di Bloodborne più affascinanti.

Una volta scoperti gli studi sul Sangue Antico di Byrgenwerth, la regina volle sfamare le sue ambizioni e sfruttò il suo fascino per corrompere uno studente dell’accademia, affinché le consegnasse un campione del liquido miracoloso estratto dal corpo di un Grande Essere, con tutta probabilità l’ultimo residuo del sangue di Oedon estratto dalla sua forma corporea.

A seguito dell’infusione, la regina divenne immortale e tutta la sua corte poté godere della Comunione, grazie al fluido estratto dallo stesso corpo di Annalise. Da quel momento, i cavalieri di Cainhurst presero il nome di Vilesangue: un dispregiativo, per la Chiesa della Cura, sinonimo di corruzione e blasfemia.

La brama di sangue di Annalise e la corruzione dei Vilesangue, non piacquero infatti alla Chiesa della Cura. I vicari e i ministri non potevano accettare che, altrove, venisse praticata la Comunione. Così, da una costola dei Cacciatori nacque il giuramento dei Carnefici: un ordine di guerrieri preposto ad annientare Annalise e il regno di Cainhurst.

Logarius, a capo delle milizie di Carnefici, invase il castello e sterminò l’intera corte. Ma non poté nulla contro l’immortalità della Regina. Decise, quindi, di far crollare il ponte che collegava Cainhurst a Yahrnam e sigillò la sala reale. Si mise a guardia del Castello per l’eternità, impedendo alla Regina Annalise di lasciare il palazzo. Sacrificò la sua vita a questa missione e divenne, per tutti, il Martire Logarius.

Cainhurst e la lore di Bloodborne parallela
Il Castello di Cainhurst (Fonte: Bloodborne Official Artwork)

Il Coro, il Cosmo e Ebrietas

Il Coro era costituito dai membri della Chiesa di rango più alto. La loro posizione privilegiata derivava dal contatto diretto con un Grande Essere: Ebrietas, la figlia del Cosmo.

Si trattava di un essere celeste trasportato nella Grande Cattedrale di Yharnam direttamente dagli Antichi Labirinti pthumeriani. Il contatto diretto tra Ebrietas e i membri del Coro, permise uno studio approfondito sulle verità assolute proprio dei Grandi Esseri e un continuo approvvigionamento di Sangue Antico. Ebrietas, infatti, era l’ultima fonte del fluido miracoloso che inondava le strade di Yharnam, dopo la scomparsa totale del Sangue di Oedon, trafugato dai Vilesangue.

I membri del Coro avevano capito anche l’importanza dei Giraluna (delle piante particolari che seguono il ciclo lunare) e di alcuni tipi di invertebrati trovati nei labirinti, simili a dei fantasmi e definiti anche parassiti o lumache. Entrambi servivano a mettersi in contatto con il Cosmo: dimora dei Grandi Esseri.

Se i Giraluna servivano a contattare il cosmo, gli invertebrati furono utilizzati per condurre esperimenti sugli orfani di Yharnam, tramite l’istituzione dell’Orfanotrofio. Da questi esperimenti nacque l’Emissario Celeste: un piccolo Grande Essere che fungeva da tramite tra il Coro e il Cosmo.

Ebrietas, il Grande Essere centrale per la lore di Bloodborne
Ebrietas, La Figlia del Cosmo (Fonte: Bloodborne Official Artwork)

I Grandi Esseri nella lore di Bloodborne

Arrivati a questo punto, è necessario sospendere un attimo il racconto della lore di Bloodborne, per provare a parlare dei Grandi Esseri.

Ptuhmeru, Byrgenwerth e Chiesa della Cura avevano un unico obiettivo: capire e assimilare i poteri dei Grandi Esseri, per ascendere a una nuova fase evolutiva della razza umana.

Possiamo definire i Grandi Esseri come vere e proprie divinità, al tempo stesso potenti e accessibili agli esseri umani. Ma essi sono anche sinonimo di Verità Assoluta. Avvicinarsi a loro significa comprendere appieno il significato ultimo del Cosmo.

E l’ascensione verso la verità assoluta era l’ambizione sia degli intellettuali di Byrgenwerth, che dei chierici della Chiesa della Cura. Ma le due organizzazioni differivano nel metodo.

Mentre Laurence investì la sua vita negli studi sulla Comunione del Sangue, Willem cercò un’ascensione basata sulla conoscenza e sugli insights, avendo visto da vicino la fine di Pthumeru ed essendo spaventato dagli effetti del Sangue Antico.

La conoscenza assoluta, però, porta con sé effetti funesti per le menti deboli degli uomini. La Verità può rivelarsi una cosa terribile, che devasta la mente di chi scava troppo in profondità. La conseguenza è la follia.

L’Accademia di Bygenwerth portava i segni visibili di queste aberrazioni e mutazioni (come creature contorte, spaventose e prive di senno), tanto da spingere la Chiesa della Cura a sigillarne l’accesso da una fitta foresta. E Yharnam non è stata più fortunata. Alla città è toccata la stessa tragica fine degli antenati pthumeriani: flagellati dalla piaga delle bestie.

Eppure i Grandi Esseri esistono. Anche se, come aveva intuito Willem, è necessaria una grandissima quantità di insight per poterli comprendere e non lasciarsi sovrastare dalla follia. Essi possono vivere in piani esistenziali diversi, come i sogni e gli incubi, ma possono comunicare e interagire con gli esseri umani.

Ebrietas, la figlia del Cosmo, vive sullo stesso piano di esistenza degli uomini, è stata rinvenuta negli Antichi Labirinti Pthumeriani e portata nella Grande Cattedrale.

Rom, il ragno ottuso, invece, alberga nel Lago della Luna, piano di esistenza contiguo alla terrazza di Byrgenwerth, dove riposa Willem.

Mergo (e la sua Balia) risiede nella dimensione dell’incubo. Così come Amygdala, che si trova alla frontiera dell’Incubo. La Presenza della Luna, invece, abita il Sogno del Cacciatore: la prigione di Gherman.

Oedon l’Informe, invece, è il più grande e potente di tutti. Esso ha trasceso anche gli altri Grandi Esseri. Non ha sostanza fisica. È senza forma, appunto, e l’unica sua manifestazione percepibile dall’uomo è la Luna Rossa, che si abbatte sulla città di Yharnam dopo il rituale di Mensis.

Amygdala e la lore di Bloodborne
Un Grande Essere Amygdala

Micolash, la Scuola di Mensis e il Rituale

Fino a qui abbiamo parlato della Chiesa della Cura e dell’accademia di Byrgenwerth. Tuttavia non erano le uniche istituzioni a cercare disperatamente la comunione con i Grandi Esseri. Tra queste, c’era sicuramente la Scuola di Mensis, con il suo fondatore Micolash.

Quello di Micolash è, forse, il più inquietante e macabro tra i metodi di ascensione. Se la Chiesa cercava di sfruttare il potere miracoloso del Sangue e Mastro Willem voleva raggiungere la verità tramite gli insights, l’obiettivo della Scuola di Mensis era il contatto con i Grandi tramite la realizzazione di un rituale.

Cercando di replicare, in qualche modo, i rituali degli antichi calici, Micolash rapiva e vivisezionava le sue vittime, al fine di estrarne materiale organico per compiere il suo personale rito di comunione. Per far questo, la Scuola di Mensis si serviva, talvolta, delle megere di Hemwick Chanel Lane e di antiche evocatrici pthumeriane. Tali esperimenti, inizialmente, furono avvallati dalla Chiesa della Cura, essendo Micolash sia un ex studioso di Byrgenwerth, che uno dei primi membri della Chiesa. Con il tempo, però, anche Laurence si allontanò dai metodi della Scuola, entrandone apertamente in conflitto.

Le ricerche della Scuola si svolgevano nel villaggio invisibile di Yahar’gul, alle porte di Yharnam e celato agli occhi della sua popolazione, dove veniva venerato il Grande Essere Amygdala: divinità liminare e padrona della Frontiera dell’Incubo.

Il rituale, grazie anche all’utilizzo di un Terzo Cordone Ombelicale (oggetto chiave nella lore di Bloodborne), portò i risultati sperati dalla Scuola. Micolash entrò in contatto con il grande Essere Mergo. Sebbene, pagò un prezzo carissimo: il suo intelletto venne intrappolato nell’Incubo di Mensis e il suo corpo restò esanime a marcire a Yahar’gul. Gli altri adepti della Scuola di Mensis vennero trasportati nell’incubo insieme al loro leader e si fusero in un gigantesco Cervello di Occhi. Alcuni abitanti del villaggio invece vennero fusi tra di loro, dando vita a creature informi e aberranti come il Rinato, altri invece si amalgamarono con l’architettura stessa di Yahar’gul.

Micolash e la scuola di mensis: il capitolo finale della lore di Bloodborne
La mummia di Micolash a Yaharh’gul

Il Terzo Cordone Ombelicale

Come detto, per compiere il rituale, Micolash si avvalse, tra gli altri materiali, di un Terzo Cordone Ombelicale: una potente reliquia proveniente da un Grande Essere.

Esso, probabilmente era una sezione di Grande Essere estratta da un corpo dopo il concepimento con una donna di sangue pthumeriano. Tali cordoni erano rari e spesso venivano rinvenuti nei pressi dei cadaveri di donne entrate in comunione con Oedon l’Informe, o nei loro neonati:

  • Iosefka: infermiera della clinica di Yharnam Centrale.
  • Arianna: prostituta di Yharnam, rifugiatasi nella Cappella di Oedon durante la Notte della Caccia.
  • Sul cadavere di Mergo, il figlio di Oedon e la Regina pthumeriana Yharnam.

Abbiamo anche testimonianza di un quarto cordone, rinvenuto nella Vecchia Officina dei Cacciatori abbandonata. Esso, probabilmente, è stato raccolto da Gehrman durante una spedizione al Villaggio dei Pescatori, dove viveva Kos, una Grande Essere incinta. Ed è proprio grazie a questo manufatto che il primo cacciatore evocò la Presenza della Luna.

Rom il Ragno ottuso

Il primo a capire i folli piani di Micolash fu Mastro Willem.

Una consapevolezza che derivava dalla sua profonda conoscenza dei misteri del Cosmo e del rischio delle evocazioni dei Grandi Esseri. Per questo motivo, il rettore di Byrgenwerth cercò di mettere un argine all’impresa della Scuola di Mensis.

La strategia era celare il rituale di Mensis con un artefatto arcano. E per farlo c’era bisogno della collaborazione di un Grande Essere: Rom, il ragno ottuso (o vacuo).

Rom era stata una studentessa di Willem, che riuscì a raggiungere lo status di Grande dopo aver messo in pratica gli insegnamenti di Willem e dopo essere venuta in contatto con Kos, un altro grande essere residente nel remoto Villaggio dei Pescatori.

Grazie alle sue conoscenze sulle Verità Straordinarie, il rettore riuscì a contattare la sua studentessa, che albergava presso il Lago della Luna: un piano di esistenza parallelo a quello degli umani, nei pressi di Byrgenwerth. Il potere di Rom costituì una sorta di velo, con il compito di celare i macabri segreti del rituale di Mensis.

Con la morte di Rom, però, il rito poté compiersi e abbattersi sulla città di Yharnam.

Rom, il ragno ottuso che ci svela la lore di Bloodborne
Rom il Ragno Ottuso

La Luna Rossa, come cambia la lore di Bloodborne

L’avvento della Luna Rossa è un cambiamento cruciale per la lore di Bloodborne.

Cosa accadde dopo il rituale di Mensis? Le conseguenze non furono solo per Micolash e gli abitanti del Villaggio Invisibile. La vita cambiò anche a Yharnam.

Il suo compimento, infatti, portò la fusione di due piani esistenziali: quello della veglia e quello dell’incubo. È così che sui cieli della città comparve la Luna Rossa: manifestazione vivente del Grande Essere Oedon. Alcuni abitanti della città caddero tra le braccia della follia. Per altri, invece, si accelerò il processo che li avrebbe trasformati in bestie feroci.

Il rinato
La Luna Rossa e il Rinato al villaggio di Yahar’gul

L’incubo di Mensis: il capitolo finale della lore di Bloodborne

La lore di Bloodborne e la cupa storia di Yharnam si concludono con l’Incubo di Mensis, uno dei luoghi più cupi dell’intero mondo. Le architetture, le forme e le creature sono sconnesse e discontinue. Sembrano plasmate da una mente folle e irrequieta.

Si tratta, infatti, dell’intelletto di Micolash: l’host dell’incubo. Questo luogo, infatti, nacque dalla nefasta conseguenza del rituale di Yahar’gul, effettuato da Micolash per ricevere udienza dal Grande Essere Mergo.

Nell’incubo si trova anche la Regina Yharnam, in lacrime, con il ventre squartato e fedelmente protetta dalle sue Ombre, a dimostrazione del fatto che fu lo stesso Micolash ad ucciderla, per appropriarsi del Terzo Cordone e contattare suo figlio: Mergo, appunto.

L’ambiente macabro e ostile dell’incubo di Mensis è anche un monito per il genere umano. Fino a che punto si è disposti a cercare la verità assoluta? Cosa si è disposti a sacrificare per conoscere appieno il significato del Cosmo?

L’ambizione umana ha trasformato la città di Yharnam in una tana di ferocia e follia e intrappolato i suoi protagonisti in prigioni oniriche, dove il tempo e lo spazio sono completamente distrutti.

’incubo di Mensis: il capitolo finale della lore di Bloodborne
L’Incubo di Mensis (Fonte: Bloodborne Official Artwork)

6 risposte

  1. Complimenti. Era da tempo che cercavo una spiegazione chiara degli avvenimenti di Bloodborne.
    La lore da voi descritta è davvero accurata, completa e di facile comprensione.

  2. la lore di questo gioco è stupend
    a e molto complicata e fitta e voi siete riusciti a spiegarla egregiamente comlimenti.

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